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Punkt. goes to ABADIR! Il workshop di Social Branding

Ancora a Catania, questa volta si sente forte l’estate siciliana.

Il nuovo workshop con cui ci prestiamo a fare i conti è Social Branding insieme a Punkt.un brand svizzero di elettronica con alla base un forte messaggio aziendale “rivoluzionare il mercato dell’elettronica di consumo grazie a prodotti unici, intramontabili, concepiti per fare il loro dovere senza sottrarre tempo e concentrazione a chi li sta utilizzando”  

Il nostro lavoro inizia tuttavia qualche settimana prima del nostro incontro, con la Detox Challenge. Siamo infatti invitati a spegnere i nostri smartphone e rimanere offline per 7 giorni, avendo come unico compagno un MP01.

MP01 non è un codice segreto, e neanche la password del wifi.

MP01 è un oggetto o per meglio dire un telefono cellulare.

I risultati appuntanti con cura attraverso un diario giornaliero vengono analizzati il primo giorno di incontro con Marcia Caines e Tiziana Annone, Head of Brand Communication e Social Media Manager di Punkt., le nostre docenti per questo modulo.

I nostri diversi approcci, le parole e i pensieri danno vita ad un lungo discorso che si concretizza nella creazione di 4 differenti tematiche di riflessione: #time, #voice, #senses and #maps.

Il secondo giorno invece ci concentriamo più sulle tematiche legate al progetto del Blog per Punkt, in questo caso divisi per gruppi o singoli ci concentriamo nella ricerca di materiale e nella stesura di un articolo che riguardi argomenti che possano in qualche modo inglobare la sfera tecnologica e umana del Brand. I temi selezionati saranno Tech and Sex, Travel and Mobility, Privacy and Productivity e Tech and Design.

Terzo e ultimo giorno, è arrivato il momento dei saluti.

Durante la mattina ci si concede qualche secondo sulla terrazza e si terminano le presentazioni con tutto il materiale che verrà presentato ad un evento con gli studenti di Abadir nel pomeriggio.

C’è chi scrive le ultime parole, chi prova parlando e gesticolando ad alta voce e chi invece si concentra all’aria aperta.

Arriva il momento, siamo tutti pronti per scendere in campo, soltanto un secondo Tiziana ci invita a prendere il nostro MP01 e senza aspettare la giusta posa ci scatta una foto.

Eccoci qui distrattamente immortalati.

Bruna Crapanzano

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ph. Tiziana Annone
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Content Design e Strategy – Relational Design incontra Internazionale

a cura di Giudita Melis

«Ciao a tutti! Primo giorno, primo brief. Se avete già iniziato a leggere le prime pagine avrete capito che questa settimana iniziamo carichi!»

Sono state queste le prime parole della nostra prof (non osate chiamarla così però, non lo apprezzerebbe!). E non scherzava.

Abbiamo iniziato davvero carichissimi: suddivisione in cinque gruppi, analisi di una testata a scelta tra BuzzFeed, The New York Times. The New Yorker, Tastemade, Refinery29, Vice.com, Vox.com, Mashable, Daily Mail, The Guardian, Washington Post, esposizione tramite slide o mappa testuale o infografica. Chiaro e liscio come l’olio.

Secondo brief«Ogni studente dovrà creare dei contenuti di racconto del proprio diario personale che siano il più specifici possibile per il singolo canale con la scelta del tipo di formato e metodo di creazione (tecnica) più innovative possibile all’interno del singolo canale».

La nostra reazione iniziale è stata di sbigottimento, ma pian piano abbiamo preso confidenza con i mezzi affidatici da Bianca, abbiamo capito cosa si aspettasse da noi – per quanto mi riguarda l’ho capito mentre creavo le storie – e, insomma, ci siamo sbizzarriti a inventare e realizzare contenuti e racconti davvero carini e interessanti.
Ma questo era solo l’inizio: avremmo concluso in bellezza a Roma, presso la sede di Internazionale.

Anche questa volta i dettagli del brief erano tanti, chiari e specifici: se scegliessimo di mettere in evidenza una caratteristica di questo modulo sarebbe senza dubbio l’attenzione verso i dettagli.

Obiettivo del workshop era creare un contenuto specifico per un prodotto editoriale per il magazine Internazionale. Dopo il primo incontro con la gentilissima Martina – editor che lavora con la rivista da ben ventun anni – ci siamo messi a lavoro in quella che sarebbe stata la nostra postazione e la nostra “casa” per i successivi tre giorni: il coworking di via Monte Testaccio.

Ci siamo lasciati guidare, affascinati dalla sapienza di Bianca che ha organizzato il lavoro alla perfezione senza mai perdere il controllo della situazione benché dovesse seguire tre gruppi di lavoro abbastanza diversi tra loro ed eterogenei (e anche un po’ confusi!).

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Dopo aver buttato giù circa un centinaio di idee tutti insieme, le abbiamo raggruppate, votate e abbiamo scelto per alzata di mano le tre più quotate. Abbiamo quindi creato i gruppi e poi via, dritti filati a produrre qualcosa di sensato e carino per cercare di cadere nelle grazie di Internazionale!

Le giornate di studio-lavoro sono state molto intense e la sede del coworking – che grazie al cielo si trovava accanto al mercato – ci ha visto immergerci completamente nella creazione di contenuti, per poi rivedere la luce solo venerdì alle 13:30 e dirigerci vittoriosi verso via Volturno 58  a presentare le nostre proposte.

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Immersi nell’uso di Snapchat e nei test relativi, nella creazione delle personas, nel benchmarking, nelle presentazioni, il tempo è volato via e sembrava non essere mai abbastanza. Ce l’abbiamo fatta, abbiamo ottenuto risultati – più o meno belli, più o meno interessanti, ma di certo prodotti consapevolmente; abbiamo imparato tanti e siamo sopravvissuti, con una gran voglia di continuare e scoprire la prossima sfida.

Grazie a Bianca, grazie al supporto psicologico di Aurora prima e di Lucia poi, e grazie a tutti i colleghi è stato tutto molto intenso e ricco.

Alla prossima!

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